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Dopo il CoronaVirus scegli LA REAZIONE

Aggiornamento: 10 feb 2021

La nostra vita stravolta

Risulta difficile in questi casi parlare solo di allenamento e performance sportiva, perché questo evento in realtà ci sta dando degli insegnamenti molto più profondi a tutti i livelli. Il CoronaVirus la prima capacità che ci ha portato ad allenare è stata l’adattamento al cambiamento. Ci ha chiesto di azzerare del tutto o quasi la nostra quotidianità, ci ha chiesto di non stare vicini, di sospendere il lavoro, di allenarci in solitaria e poi di non uscire più a correre, aprendo inusuali finestre di tempo nelle nostre vite. Ci ha stravolto le abitudini, tirato fuori le insicurezze, rispetto alla salute, al lavoro, al reddito.


Come può essere utile tutto ciò?

Facciamo uno sforzo e cerchiamo di pensare solo allo sport. Gli “high performer” nello sport, sono quelli che, fra le altre cose, meglio si adattano ai cambiamenti. Sono quelli che non si lamentano per ciò che accade se non dipende da loro, ma lo gestiscono: pioggia, vento, gara in ritardo di un’ora. Loro davanti al cambiamento o fattore avverso, cercano la risposta più efficace, si chiedono come gestire al meglio la situazione. Lamentarsi per eventi che non dipendono da noi serve solo a toglierci energia. Rispetto a tutto quello che ci ha portato il CoronaVirus, chiedetevi: “Come ho risposto a questa situazione che mi ha portato a dover agire in modo diverso, a cercare soluzioni nuove a cambiare atteggiamento?

Il CoronaVirus vi ha dato modo di mettervi alla prova. Quali sono le reazioni che vi hanno soddisfatto? In che cosa invece avete tardato a dare risposte efficaci nella vostra quotidianità sportiva e non?

Il web ci racconta di atleti che dal giorno dopo i divieti hanno iniziato ad allenarsi al meglio in spazi ristretti, che hanno sostituito i mezzi di allenamento abituali con altri forse meno efficaci, ma che rappresentavano il top per il momento. Il runner che preso atto della situazione finalmente trova il tempo di fare addominali e dorsali, che potenzia gli arti inferiori, che finalmente allunga muscoli che da anni aspettavano questo momento, è forse l’emblema della reazione efficace.

APRILE, siamo ancora nel pieno degli effetti che il CoronaVirus ha avuto sulle nostre esistenze, costringendoci a vivere in un modo profondamente diverso da quello abituale. Siamo circondati dalla durezza delle immagini di ciò che è accaduto e sta accadendo, e travolti dalla realtà stessa se residenti nelle zone più critiche. Tutti, comunque sia, abbiamo completamente trasformato il nostro modo di vivere le giornate e non solo. Per far sì che anche questo duro evento possa lasciarci qualcosa di buono è importante vivere il presente, allenandoci a trovare quello che di buono c’è in questa situazione; affinché anche nel dopo crisi, queste esperienze rappresentino un bagaglio utile.

CornaVirus e la vita stravolta

Fermati un attimo a riflettere…c’è l’altra faccia della medaglia, che ho toccato con mano aiutando alcuni atleti ed amatori a generare strategie efficaci per gestire la “disperazione” perché impossibilitati alla loro rassicurante routine quotidiana d’allenamento. Ho lavorato su strategie per allargare la “visione della situazione “ attraverso una riflessione che ha portato a generare una serie di domande mirate a una riflessione.

Come queste:

“Sei consapevole di quello che sta accadendo nel Paese?”, una domanda all’apparenza provocatoria, che vuole riportarli al contesto della realtà attuale.

“I tuoi colleghi/avversari cosa stanno facendo?”

“Hai qualche possibilità di cambiare quello che sta accadendo nel mondo?”, anche questa una domanda provocatoria ma utile per riportare gli atleti a ciò che è possibile/utile pensare.

“Qual è il massimo che puoi fare in questa situazione”?

Quale atteggiamento mentale ti può aiutare ad affrontare tutto questo nel migliore dei modi?

Qual è il tuo obiettivo per quando tutto questo sarà terminato e inizieremo a vivere ed allenarci normalmente?

Cosa ci avrà insegnato tutto questo?

1) Sicuramente ad allargare lo sguardo, e comprendere che lo sport e l’allenamento vengono dopo cose più grandi e importanti come la vita e la salute, anche se al riguardo esempi come l’assurda volontà di giocare le partite di calcio di alto livello a qualsiasi costo hanno dato segnali poco positivi.

2) Il dopo sarà una ripartenza che probabilmente ci consentirà di dare valore a tante piccole, grandi cose che davamo per scontate. Anche il gesto ormai automatico e liberatorio di infilarci scarpette e tenuta da running e uscire a correre nel verde non sarà poi così “banale”. Ci hanno vietati i parchi, ci hanno tolto la corsa in una progressione che ci ha aiutato a dare significato a entrambe le cose. Non daremo più per scontato il vociare, le battute e neppure “le battutacce” del runner che ogni gruppo che si rispetti annovera, quello che vuol sempre avere l’ultima parola. Saremo grati anche di quella bella sana fatica dell’ultimo chilometro del medio, quella fatica che di solito odiamo perché ci riempie di acido lattico.

3) La pausa ci avrà probabilmente insegnato a zittire con un’occhiata chi si lamenterà perché non riesce più a correre alla velocità di prima, chi continuerà a parlare di quanto ha perso con lo stop forzato, inconsapevole di ciò che ha guadagnato. Quell’occhiata gli dirà, come solo il linguaggio del corpo sa fare, che priorità e obiettivi cambiano nei momenti di crisi, e che chi è bravo a capirlo, quando riparte lo fa con maggior energia ed efficacia. Resilienza, runner, resilienza.


Prof. Enrico Olivieri

  • 👉Personal Trainer

  • 👉Preparatore Atletico

  • 👉Fitness Manager

  • 👉Fitness Expert

  • 👉Fitness Presenter

  • 👉Ideatore STRIKEFIT.IT

  • 👉Co-Ideatore RUNPIU.IT

  • 👉Ideatore YOGAREBEL.IT

  • 👉Laurea con LODE Scienze Motorie


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